PARLASCO · BORGO AFFRESCATO

Il percorso del Borgo Affrescato di Parlasco

Cammina tra le opere. Riconosci la scena. Segui, passo dopo passo, la storia del Lasco tra le vie del paese.

La cartina ti aiuta a trovare i dipinti nel nucleo storico. Questa guida aggiunge ciò che sulla facciata non si vede subito: personaggi, episodi, collegamenti e passaggi del romanzo di Antonio Balbiani.

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Dipinto murale del Borgo Affrescato di Parlasco su una facciata del paese
IL BORGO AFFRESCATO Una storia sulle facciate

COME USARE QUESTA GUIDA

Il percorso fisico e la storia non seguono sempre lo stesso ordine.

Il numero sulla mappa indica dove si trova l’opera. La numerazione del borgo non coincide sempre con l’ordine degli episodi del romanzo: per questo ogni tappa ti aiuta anche a capire che cosa è successo prima e dove prosegue il racconto.

01

Trova il numero

Usa la cartina per raggiungere l’opera tra le vie di Parlasco.

02

Apri la scena

Leggi chi sono i personaggi e quale momento del racconto stai guardando.

03

Segui il filo

Continua verso la tappa successiva senza perdere il collegamento con la storia.

Testo di riferimento: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina, 1871 · Internet Archive

I PERSONAGGI

Chi incontrerai
lungo il racconto.

Il romanzo intreccia identità nascoste, legami familiari e destini che si ricompongono solo alla fine. Questa piccola guida ti aiuta a riconoscere i personaggi mentre percorri il Borgo Affrescato.

IL BUON SIGNORE / IL BANDITO

Sigifredo Falsandri
Lasco

Conte di Marmoro, rispettato pubblicamente come “Buon Signore”, conduce in segreto la vita del bandito Lasco. La sua doppia identità è il grande nodo attorno a cui ruota il romanzo.

IL GIOVANE CACCIATORE

Andrea

È uno dei primi a intuire che il conte di Marmoro e Lasco siano la stessa persona. Indizi, dubbi e scelte morali lo accompagnano mentre cerca di capire cosa si nasconde nella Rocca.

IL GIROVAGO

Il Giroletta

Musicista e viandante, attraversa molti episodi della storia. È lui a trovare Celestina neonata presso il fiume e torna più volte accanto ai personaggi nei momenti decisivi.

L’EREDE PERDUTO

Ugo / Arturo

Cresce senza conoscere la propria origine. Solo più avanti si scoprirà che Ugo è Arturo, il figlio rapito a donna Rosalba di Baiedo quando era ancora bambino.

LA TROVATELLA

Celestina / Maria

Cresciuta da donna Rosalba, crede a lungo di essere una trovatella. Il mistero della sua nascita accompagna il romanzo fino alla rivelazione finale sulla sua vera identità.

LA STREGA DI TARTAVALLE

La Bissaga

Figura tragica e ambigua, segnata dalla violenza e dalla vendetta. Il rapimento del figlio di Rosalba e il processo per stregoneria legano la sua storia al destino di Ugo.

LA FIGLIA DELLA BISSAGA

Armelina

Figlia della Bissaga e amata da Andrea, cerca disperatamente di salvare la madre. Il loro ultimo incontro è uno dei momenti più drammatici del percorso.

LA SIGNORA DI BAIEDO

Donna Rosalba

Perde il figlio Arturo dopo il rapimento e accoglie Celestina come una figlia. Le due vicende, apparentemente lontane, finiranno per ricongiungersi.

I nomi doppi fanno parte dei misteri di identità che Balbiani svela progressivamente nel romanzo.

MAPPA INTERATTIVA

Trova l’opera.
Apri la sua scheda.

Tocca un numero sulla cartina per vedere titolo, artista, tecnica e capitolo del romanzo a cui l’opera si riferisce.

Cartina illustrata di Parlasco con il percorso delle opere del Borgo Affrescato

Su telefono puoi scorrere la cartina lateralmente.

Cartina illustrata realizzata con supporto dell’intelligenza artificiale e successivamente corretta e verificata manualmente.

I RACCONTI DELLE OPERE

La mappa ti dice dove.
Qui scopri che cosa stai guardando.

Le opere seguono le vie di Parlasco, non l’ordine del romanzo. Apri una scheda alla volta: ogni racconto ti riporta dentro la scena e collega ciò che vedi agli altri passaggi della storia.

Se sei nel borgo: usa il numero dell’opera che hai davanti.

01 Le avventure di un cacciatore Franco Mora · Acrilico · 3 × 4 m · Capitolo XXXI Andrea e Pinetto sorvegliano la Rocca di Marmoro. Un piccolo messaggio sta per collegare un figlio al padre che crede perduto. Leggi il racconto Chiudi

Un messaggio arrivato dal castello

Opera n. 1 «Le avventure di un cacciatore» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Andrea ha trovato un biglietto legato al collo di un passero. Il messaggio annuncia che, a mezzanotte, un fuoco comparirà alla finestra della stanza in cui Lasco tiene rinchiuso un prigioniero. Andrea e suo cugino Pinetto tornano quindi nei pressi della Rocca di Marmoro: Andrea sale su un albero, Pinetto resta a terra e insieme aspettano il segnale.

Quello che Andrea non sa ancora rende la scena molto più forte: il prigioniero è Nicola Mestalli, suo padre, scomparso da anni. L’appostamento dipinto da Franco Mora è quindi l’inizio di un filo che tornerà nelle opere 12 e 6: prima incontreremo Nicola nella sua prigione, poi vedremo il peso che la scoperta della doppia identità di Lasco avrà su Andrea.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXXI

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02 La rivelazione che chiude la storia Manuela Sabatini · Affresco · 2,70 × 6,10 m · Capitolo XLII · La fine di Lasco Lasco è ormai sconfitto. Prima di morire chiede di vedere Ugo e Celestina e consegna loro l’ultimo segreto del romanzo. Leggi il racconto Chiudi
Opera n. 2 «La fine di Lasco» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Dopo essere stato smascherato, Sigifredo Falsandri fugge. Ferito, inseguito e febbricitante, vede da lontano bruciare la Rocca di Marmoro e crolla in un valloncello tra Margno e la valle di Casargo. Il curato di Margno lo trova in fin di vita e, su sua richiesta, fa chiamare Ugo e Celestina.

Ugo ha appena scoperto di essere Arturo, il figlio rapito di donna Rosalba di Baiedo. Celestina invece ignora ancora la propria origine. Lasco parla sottovoce a Ugo; l’ultima frase udibile rivela che la giovane è sua figlia. Celestina è dunque Maria, la bambina perduta di Sigifredo e Matilde. Un mese dopo, Ugo e Celestina si sposeranno a Baiedo. Questa tappa mostra il finale subito: le altre opere ci aiutano a ricostruire come si arrivi fin qui.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XLII

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03 La sagra dei pastori Eliana Pechenino · Erika Riehle · Silicati · 3 × 2 m · Capitolo XXXIX Il conte di Marmoro arriva alla sagra come benefattore acclamato. Proprio quel giorno, però, la sua immagine pubblica comincia a crollare. Leggi il racconto Chiudi

Il signore che sta per cadere

Opera n. 3 «La sagra dei pastori» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Sigifredo organizza la sagra dei pastori come una grande dimostrazione di generosità. Vuole essere visto come il “Buon Signore”: invita la valle, offre spettacoli, vino e cibo e arriva a cavallo con il proprio seguito. L’affresco sceglie il momento più solenne, quando tutto sembra confermare il suo prestigio.

Noi però conosciamo il segreto: il conte di Marmoro è anche Lasco. La festa serve a rafforzare una maschera. Durante la sagra arriveranno i soldati del Governatore di Milano con l’ordine di arrestare il conte; da quel momento la costruzione pubblica di Sigifredo si incrinerà e inizierà la sequenza che conduce alla fuga e alla morte raccontate nell’opera 2.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXXIX

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04 Il Giroletta della Montagna Tiziano Lucchesi · Affresco · 3,30 × 4,60 m · Capitolo VII Povero, generoso, circondato dai bambini e sempre in viaggio: il Giroletta attraversa molti dei passaggi decisivi del romanzo. Leggi il racconto Chiudi

Il volto popolare della storia

Opera n. 4 «Il Giroletta della Montagna» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Balbiani presenta il Giroletta come un uomo vestito di abiti semplici, senza ricchezze ma capace di dividere denaro e pane con chi ne ha bisogno. I bambini gli corrono incontro, cercano noci e castagne nelle sue tasche e pizzicano le corde della sua chitarra. Tiziano Lucchesi concentra proprio questa familiarità nel dipinto.

Il Giroletta non è però una semplice figura di colore. È lui a diffondere nei paesi l’invito alla sagra del conte di Marmoro; accompagna Armelina durante la vicenda della Bissaga; trova Celestina neonata e la porta a donna Rosalba; infine, quando la vera identità di Lasco diventa pubblica, è tra le voci della folla davanti alla Rocca. Ricordarlo aiuta a seguire molti collegamenti del percorso.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo VII

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05 Il Conte della Valsassina Donato Frisia Jr. · Affresco · 2 × 3 m · Capitolo XVII Il romanzo torna al 1647 e racconta l’infeudazione della Valsassina. Nella folla c’è anche un giovane Sigifredo Falsandri. Leggi il racconto Chiudi

Una valle messa all’incanto

Opera n. 5 «Il Conte della Valsassina» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Balbiani interrompe la vicenda principale e torna al 1647, quando la Valsassina viene infeudata a Giulio Monti. A Introbio si svolge la cerimonia di presa di possesso, con autorità, clero, vassalli e popolazione. Tra coloro che prestano giuramento compare anche Annibale Falsandri della Rocca di Marmoro, accompagnato dal figlio Sigifredo.

Quel giovane diventerà il protagonista oscuro del romanzo. Poco dopo sarà coinvolto in una congiura contro Monti, fuggirà a Bellano e incontrerà Matilde. L’opera serve quindi a mostrare l’ambiente politico e violento in cui Balbiani fa crescere il futuro Lasco. Sul sito teniamo distinto il fatto storico dell’infeudazione dalla lettura polemica e drammatica che ne dà il romanziere.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XVII

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06 Il peso di conoscere la verità Rolando De Filippis e allievi · Silicati · 3 × 2 m · Capitolo XLII · La fine di Lasco Andrea ha ormai capito che il “Buon Signore” e Lasco sono la stessa persona. Sapere la verità, però, gli impone una scelta morale. Leggi il racconto Chiudi
Opera n. 6 «La fine di Lasco» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Gli indizi si sono accumulati: una livrea del castello sotto gli abiti di un uomo della banda, il messaggio portato dal passero, le parole udite dai bravi. Andrea arriva a convincersi che Sigifredo Falsandri e Lasco siano la stessa persona. Il prigioniero della Rocca continua inoltre a tormentarlo, senza che sappia ancora con certezza che si tratta di suo padre Nicola.

Le fonti del progetto leggono la figura dipinta come il travaglio interiore di Andrea: denunciare ciò che ha scoperto, rischiando la vita, oppure tacere? La citazione sulla targhetta porta invece al capitolo finale, quando il curato di Margno sceglie di soccorrere Lasco morente. L’opera mette così in dialogo due dilemmi: come reagire al male quando è potente e come comportarsi quando chi lo ha compiuto è ormai sconfitto.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XLII

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07 Il rogo Itala Gasparini · Silicati · 2,20 × 3,40 m · Capitolo XXII La Bissaga e sua figlia Armelina si abbracciano nella sala dell’esame, dopo le torture e prima del rogo. Da questa vicenda nasce anche uno dei segreti di Ugo. Leggi il racconto Chiudi

L’ultimo abbraccio prima del rogo

Opera n. 7 «Il rogo» nel Borgo Affrescato di Parlasco

La Bissaga di Tartavalle è una figura tragica e ambigua. Dopo una violenza subita in gioventù vive ai margini, conosce erbe e rimedi ma alimenta anche superstizioni e desideri di vendetta. Spinta a colpire la famiglia di Baiedo, rapisce il figlio neonato di donna Rosalba e, durante la fuga, lo morde a una mano lasciandogli una cicatrice.

Anni dopo la Bissaga viene processata e condannata. Armelina, sua figlia e giovane amata da Andrea, tenta disperatamente di salvarla. Itala Gasparini rappresenta il loro ultimo abbraccio. La cicatrice lasciata al bambino diventerà decisiva molto più avanti: permetterà di riconoscere in Ugo proprio Arturo, il figlio perduto di Rosalba. Questa storia laterale finisce così per ricomporre una delle identità centrali del romanzo.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXII

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08 Ugo e Celestina Aliona Bulicano · Acrilico · 2,80 × 2,70 m · Capitolo XXIX Ugo e Celestina si promettono amore senza conoscere ancora le proprie vere origini. Due piccoli oggetti anticipano ciò che scopriranno. Leggi il racconto Chiudi

Una promessa d’amore piena di indizi

Opera n. 8 «Ugo e Celestina» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Ugo e Celestina si amano e parlano di matrimonio. Proprio quel giorno Rosalba rivela a Celestina di non essere sua madre naturale: il Giroletta l’aveva trovata neonata presso il fiume e l’aveva portata a Baiedo. Dell’origine della bambina era rimasto un solo indizio, un rosario conservato per anni.

Celestina mostra il rosario a Ugo; lui glielo mette al collo. Lei, a sua volta, lega al collo di Ugo una piccola croce d’oro che era appartenuta alla famiglia di Baiedo. I due non sanno che quell’oggetto torna proprio al bambino a cui era legato: Ugo è infatti Arturo, il figlio rapito anni prima a Rosalba. E Celestina scoprirà alla fine di essere Maria, figlia di Sigifredo e Matilde. Il loro amore unisce quindi due identità perdute prima ancora che i due giovani ne conoscano la verità.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXIX

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09 Una festa in casa Torriani Paola Magini · Affresco · 2,20 × 2,80 m · Capitolo XXXIV Sigifredo siede tra i nobili mentre gli invitati brindano alla distruzione di Lasco. Nessuno sa che stanno parlando di lui. Leggi il racconto Chiudi

A tavola mentre tutti brindano alla sua morte

Opera n. 9 «Una festa in casa Torriani» nel Borgo Affrescato di Parlasco

A Primaluna, in casa Torriani, si celebra il battesimo dell’erede con un grande banchetto. Tra gli invitati c’è anche Sigifredo Falsandri con Saltaferro. Il primo brindisi augura prosperità ai Torriani e morte a Lasco: tutti alzano i bicchieri, mentre soltanto Sigifredo e il suo segretario conoscono il paradosso.

Poco dopo arriva da Milano una nuova “grida”, cioè un bando ufficiale contro Lasco, con ricompense per la sua cattura. Sigifredo deve ascoltare pubblicamente la propria condanna senza tradirsi. Quando gli chiedono di versare il vino al tenente che ha portato il documento, però, la mano gli trema e parte del bicchiere finisce a terra. È un gesto minuscolo: per un istante il corpo del “Buon Signore” rivela la paura del bandito.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXXIV

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10 Il Conte arriva da lontano Eliana Pechenino + Erika Riehle · Silicati · 3 × 2,40 m · Capitolo XXXIX · La sagra dei pastori La stessa sagra dell’opera 3, vista da un’altra distanza: prima domina il paesaggio, poi compare il corteo del conte di Marmoro. Leggi il racconto Chiudi
Opera n. 10 «La sagra dei pastori» nel Borgo Affrescato di Parlasco

La Valsassina è raccolta per la sagra dei pastori: canti, brigate, prati e castagni riempiono la scena. In basso, ancora piccolo rispetto al paesaggio, arriva il corteo del conte di Marmoro. Tutti attendono il “Buon Conte”, il signore generoso che ha organizzato la festa.

Per chi conosce la storia, però, quel corteo ha un altro significato: l’uomo accolto come benefattore è anche Lasco. L’opera dialoga direttamente con la numero 3, realizzata dalle stesse artiste e dedicata allo stesso capitolo. Qui vediamo il potere avvicinarsi da lontano; nel n. 3 l’ingresso diventa monumentale. Insieme le due immagini mostrano quanto sia convincente la facciata pubblica di Sigifredo.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXXIX

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10a La trovatella Manuela Sabatini · Tecnica mista · Opera aggiunta nel 2012 · Passo nel capitolo XLI · La targhetta dell’opera indica XLII Il Giroletta trova una neonata presso il fiume. Nessuno sa ancora che quella bambina diventerà Celestina. Leggi il racconto Chiudi

Una bambina senza nome

Opera n. 10a «La trovatella» nel Borgo Affrescato di Parlasco

La storia di Celestina comincia con una neonata abbandonata. A trovarla è il Giroletta, che la raccoglie presso il fiume e la porta a donna Rosalba di Baiedo. Rosalba la accoglie e la cresce come una figlia, mentre la sua vera origine resta sconosciuta.

Manuela Sabatini sceglie l’istante iniziale: una cesta, l’acqua, il Giroletta che si avvicina e una bambina ancora senza nome. Molto più tardi Celestina scoprirà di essere stata trovata e riceverà il rosario che aveva con sé. Solo alla morte di Lasco la verità verrà finalmente pronunciata: Celestina è Maria, figlia di Sigifredo Falsandri e Matilde. L’opera 10a è quindi l’origine nascosta di uno dei segreti che chiudono il romanzo. La targhetta dell’opera rimanda al capitolo XLII; nella prima edizione del 1871, però, il passo in cui Celestina ricorda di essere stata trovata dal Giroletta compare ancora nel capitolo XLI.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina, 1871. Passo nel Capitolo XLI · Targhetta dell’opera: Capitolo XLII

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10b Il ratto del fanciullo Irene Colombo · Quarzo · Opera aggiunta nel 2012 · Capitolo XXI La Bissaga rapisce il figlio di donna Rosalba. Quel bambino perderà il proprio nome e crescerà senza sapere di essere Ugo/Arturo. Leggi il racconto Chiudi

Un bambino portato via nella notte

Opera n. 10b «Il ratto del fanciullo» nel Borgo Affrescato di Parlasco

In una notte di temporale la Bissaga entra nella Rocca di Baiedo e porta via il figlio neonato di donna Rosalba. Un lampo illumina per un istante il volto del bambino addormentato: Irene Colombo dipinge proprio quel momento sospeso, prima che il piccolo comprenda che la propria vita è cambiata per sempre.

Durante la fuga la Bissaga lo morde a una mano e gli lascia una cicatrice. Il bambino scompare e crescerà con un’altra identità: Ugo. Molti anni dopo Andrea racconterà la storia della Bissaga davanti a Ugo e Rosalba e quella cicatrice permetterà di riconoscerlo come Arturo, l’erede perduto di Baiedo. Accanto al 10a, il 10b forma un dittico potente: Celestina è una bambina trovata; Ugo un bambino sottratto. Saranno loro due a innamorarsi.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXI

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11 Il passaggio dei lanzichenecchi Oksana Milovzorova · Affresco · 2,70 × 2 m · Capitolo IV Nel 1629 una barca fugge da Bellano mentre arrivano i lanzichenecchi. Sul lago esplode una seconda tempesta, questa volta naturale. Leggi il racconto Chiudi

Una barca tra due tempeste

Opera n. 11 «Il passaggio dei lanzichenecchi» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Questo episodio precede di molti decenni la vicenda principale di Lasco. Ambrogio ricorda il passaggio dei lanzichenecchi nel 1629: paesi saccheggiati, abitanti in fuga, beni nascosti e barche che si staccano dalla riva. Tra chi lascia Bellano c’è Sigismondo Boldoni, diretto verso Bellagio con due donne e un barcaiolo.

A metà lago scoppia una burrasca violentissima. Balbiani mette in parallelo due disastri: la tempesta sull’acqua e la violenza delle truppe sulla terraferma. Oksana Milovzorova concentra la scena sulla piccola barca travolta da onde e vento. Non è un episodio di Lasco in senso stretto: serve a costruire il Seicento lombardo in cui, alcuni decenni più tardi, si muoveranno Sigifredo, Andrea, Ugo e gli altri personaggi.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo IV

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12 Il prigioniero di Lasco Salvatore Caramagno · Acrilico · 3 × 2 m · Capitolo IX Nicola Mestalli, padre di Andrea, è prigioniero di Lasco e costretto a trasformare la refurtiva della banda. Leggi il racconto Chiudi

Tre anni in una stanza senza sapere dove

Opera n. 12 «Il prigioniero di Lasco» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Nicola Mestalli è un orafo. Sta tornando da Genova alla propria famiglia quando viene rapito e rinchiuso in una stanza che non riesce a localizzare. Passano tre anni. Lasco lo costringe a fondere oro, argento, calici, anelli e pietre preziose provenienti dalle attività della banda. Nicola arriva persino a escludere che la sua prigione possa trovarsi a Marmoro, perché il padrone della Rocca è conosciuto come il “Buon Signore”.

Nella stanza Nicola tiene due passeri. Un giorno comprende l’assurdità di chiedere la libertà per sé mentre la nega a due creature innocenti e li lascia volare. Il giorno seguente i passeri tornano spontaneamente. Diventeranno il suo collegamento con l’esterno e, molti capitoli dopo, porteranno il messaggio trovato da Andrea nell’opera 1. Quel gesto di compassione apre così il filo che può condurre padre e figlio l’uno verso l’altro.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo IX

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13 L’uomo che era insieme lupo e agnello Irene Colombo · Affresco · 2,50 × 1,80 m · Capitolo XXXIII · La caccia selvatica Andrea ha ormai spezzato la maschera: il conte generoso e Lasco sono la stessa persona. La “caccia selvatica” rivela come funziona il suo potere. Leggi il racconto Chiudi
Opera n. 13 «La caccia selvatica» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Andrea ha finalmente collegato gli indizi. Il conte Sigifredo Falsandri, celebrato come “Buon Signore”, e Lasco sono lo stesso uomo. Per descriverlo mette insieme opposti inconciliabili: carità e furto, messa e coltellata, Dio e Satana. Irene Colombo traduce questa scoperta in un’immagine simbolica della doppia natura del personaggio.

Il capitolo svela anche il meccanismo della caccia selvatica. I bravi di Lasco si travestono con pelli, maschere, corna e trampoli, accompagnati da cani addestrati a creare un frastuono terrificante. La superstizione tiene lontani i curiosi dalla Rocca e copre razzie reali. Ciò che sembra una leggenda soprannaturale è quindi una paura costruita e usata come strumento criminale.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXXIII

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13a La leggenda diventa una rapina Paola Magini · Silicati · 2,60 × 1,80 m · Opera aggiunta nel 2021 · Capitolo XXXIII · La caccia selvatica Qui la caccia selvatica non è più un simbolo: vediamo i bravi travestiti mentre tentano davvero di rubare una giovenca. Leggi il racconto Chiudi
Opera n. 13a «La caccia selvatica» nel Borgo Affrescato di Parlasco

È notte e infuria un temporale. Saltaferro ha preparato la messinscena: uomini travestiti da mostri, cani, ululati e buio devono convincere i valligiani che sulla montagna stia passando qualcosa di infernale. Dietro lo spettacolo, però, c’è un obiettivo molto concreto: rubare animali.

Paola Magini ferma il momento in cui un lampo illumina la razzia. Michelone porta la pelle di lupo, Graffiasanti è mascherato da demonio e la giovenca viene trascinata via. Andrea e Pinetto, appostati per difendere la mandria, non si lasciano spaventare e sparano contro i falsi mostri. Il 13a completa quindi il n. 13: prima comprendiamo il significato della paura costruita da Lasco, poi la vediamo usata sul campo.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XXXIII

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14 I due amanti Pavel Gutu · Affresco · 3,30 × 2,10 m + lunette · Capitolo XLI La vera identità di Lasco è ormai pubblica. La folla assalta Marmoro e il luogo che custodiva la sua doppia vita finisce tra le fiamme. Leggi il racconto Chiudi

La Rocca brucia, e la paura torna un’ultima volta

Opera n. 14 «I due amanti» nel Borgo Affrescato di Parlasco

Davanti alla Rocca la folla sa ormai che il “Buon Signore” era Lasco. Il Giroletta dà voce alla rabbia della valle; il castello viene invaso e devastato. Dopo una perquisizione dei soldati spagnoli, Fra Lasagna prepara un falò e appicca il fuoco vicino alla stanza in cui sono chiusi i mastini della banda.

I cani, terrorizzati da fumo e fiamme, riescono a fuggire. E accade qualcosa di rivelatore: nonostante tutti sappiano ormai che la caccia selvatica era una messinscena, la folla vede i mastini irrompere tra il fuoco e grida ancora “La caccia selvatica!”. La paura costruita da Lasco sopravvive per un istante alla sua stessa smascheratura. Intanto Marmoro brucia: crolla materialmente il luogo che aveva protetto la banda, il bottino, Nicola prigioniero e la doppia vita di Sigifredo.

Fonte letteraria: Antonio Balbiani, Lasco, il bandito della Valsassina , 1871 · Capitolo XLI

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Nota editoriale. I testi sono sintesi narrative del romanzo di Antonio Balbiani e delle informazioni riportate sulle targhe del percorso. Quando il dipinto interpreta o condensa più momenti del racconto, la distinzione viene esplicitata nel testo.

Consulta l’edizione del 1871 su Internet Archive

VUOI CONTINUARE LA STORIA?

Porta con te la storia di Lasco.

È disponibile una ristampa di Lasco, il bandito della Valsassina di Antonio Balbiani. Una copia può essere acquistata presso il Comune di Parlasco.

PRIMA DI CHIUDERE

Qualche domanda
che può venire naturale.

Romanzo, personaggi e affreschi non coincidono sempre in modo letterale. Qui trovi le risposte utili per leggere il percorso con la giusta chiave.

Chi è Lasco?

Nel romanzo di Antonio Balbiani, Lasco è l’identità segreta di Sigifredo Falsandri, conte di Marmoro. Di giorno è conosciuto come il rispettabile “Buon Signore”; in segreto guida la banda che terrorizza la valle.

Lasco è un personaggio realmente esistito?

In questo sito raccontiamo il Lasco del romanzo Lasco, il bandito della Valsassina, pubblicato da Antonio Balbiani nel 1871. Il personaggio non viene presentato qui come una figura storica documentata: il percorso nasce dalla narrazione letteraria e dalla sua traduzione in immagini.

In che periodo è ambientata la storia?

La vicenda principale si apre nel 1688. Il romanzo contiene però diversi ritorni al passato: alcuni affreschi raccontano episodi precedenti, come il passaggio dei lanzichenecchi nel 1629 o l’infeudazione della Valsassina del 1647.

Perché alcuni personaggi hanno due nomi?

Perché il romanzo è costruito anche attorno a identità nascoste e origini perdute. Sigifredo è Lasco; Ugo scoprirà di essere Arturo, il figlio rapito di Rosalba; Celestina scoprirà invece di essere Maria, figlia di Sigifredo e Matilde.

Gli affreschi rappresentano sempre alla lettera la citazione riportata sulla targa?

No. Alcune opere traducono in immagine il passo citato, altre interpretano un momento collegato allo stesso capitolo o rendono visibile un episodio ricordato dai personaggi. Per questo, in alcune schede, il sito distingue esplicitamente tra ciò che racconta la targhetta e ciò che l’artista ha scelto di rappresentare.

Perché la targhetta de “La trovatella” indica il capitolo XLII?

La targhetta dell’opera realizzata nel 2012 attribuisce la citazione al capitolo XLII. Nella prima edizione del romanzo del 1871, però, il passo in cui Celestina ricorda di essere stata trovata dal Giroletta compare ancora nel capitolo XLI.

Sul sito riportiamo entrambe le indicazioni, così da rispettare sia il testo originale di Antonio Balbiani sia la documentazione presente lungo il percorso del Borgo Affrescato.

Da dove vengono i racconti pubblicati nelle schede?

Sono sintesi narrative costruite a partire dal romanzo di Antonio Balbiani del 1871, dalle targhe del percorso e dalla documentazione disponibile sulle opere. Quando l’affresco interpreta o condensa più momenti, la differenza viene segnalata nel testo.

Quante opere compongono il percorso?

Il percorso comprende 17 opere: il nucleo originario realizzato nel 2007 e alcune opere aggiunte negli anni successivi, tra cui il dittico 10a–10b del 2012 e l’opera 13a del 2021. La mappa mostra tutte le tappe attualmente inserite nel percorso.